Friday, May 11, 2012
Thursday, April 26, 2012
Thursday, March 29, 2012
Sunday, March 25, 2012
Sunday, March 11, 2012
Tuesday, March 6, 2012
SD vs Pig Mag

22 febbraio, 2012, di Francesca Mila Nemni
Una, nessuna, centomila. Chi è Sabine Delafon? Proviamo a chiederlo a lei.
Da quanto tempo vivi in Italia?
Da diversi anni, quasi metà della mia vita.
Da diversi anni, quasi metà della mia vita.
I ♥ TO è un lavoro che avevi fatto a Torino nel 2005. Lo rifaresti? Ti piace l’Italia di oggi?
Non lo rifarei. All’epoca nessuno aveva ancora, che io sappia, utilizzato il logo di Milton Glasser I ♥ NY. Oggi invece ogni città ha il suo I Love. Dopo avere vissuto diversi anni a Torino, mi ero accorta di quanto gli italiani, e in particolare i torinesi, si lamentassero del posto in cui vivevano, senza pensare che altrove probabilmente era molto peggio e allora mi era venuto il riflesso opposto, come a dire: “Vaffanculo, a me piace!”. Oggi, purtroppo nessuno lo fa, anche se penso che bisognerebbe farlo, se no è tutto perso. Di nuovo penso che siano dei posti peggiori nel mondo. Ora, non so per quanto tempo vorrò restare ancora in Italia. I motivi sono tanti…
Da qualche anno stai tappezzando alcune città con volantini che ti ritraggono alla ricerca delle tue sosia, “I’m looking for myself”. Sei finalmente riuscita a trovare te stessa?
Credo si tirino le somme di ciò che si è fatto per capire chi si è stati. Con alcuni anni in più sulle spalle dal 2005, quando ho cercato per la prima volta un mio sosia, forse, qualcosa in più lo so. Un vero sosia però non l’ho ancora trovato, anche se la ricerca si è ampliata: inizialmente le locandine erano tradotte in tre lingue, ora in diciassette e le fototessere utilizzate per questo lavoro erano trecento, ora sono più del doppio. Credo che si possa leggere questo lavoro come la ricerca di un’identità mondiale, in cui abbiamo tutti qualcosa dell’altro.
Da quando hai 12 anni collezioni e conservi le tue fototessere. Sei arrivata ad averne più o meno settecento.Sei cambiata o sei sempre la stessa?
Ho sempre la stessa data di nascita. Mi chiamo sempre Sabine Delafon. Il lavoro si intitola “Ex”, tantissime piccole morti che danno origine a tantissime piccole nascite. E’ un progetto artistico a lungo termine che avrà esito soltanto alla mia morte.
Cos’è la Sabine Delafon Corporation? Ne faremo parte anche noi?
Ho fondato la Sabine Delafon Corporation nel 2008. E’ il logico sviluppo dalla ricerca sull’identità personale a quella collettiva.
La Corporation è un modo per completare la mia singola identità, un modo per crescere, fisicamente, mentalmente, concretamente. Dal momento in cui si partecipa allo sviluppo del mio lavoro in qualsiasi modo, se ne entra a far logicamente parte. Quindi la risposta è sì, PIG Magazine è entrato nella SDC!
La Corporation è un modo per completare la mia singola identità, un modo per crescere, fisicamente, mentalmente, concretamente. Dal momento in cui si partecipa allo sviluppo del mio lavoro in qualsiasi modo, se ne entra a far logicamente parte. Quindi la risposta è sì, PIG Magazine è entrato nella SDC!
Saturday, February 18, 2012
Friday, January 27, 2012
Behind the curtain – The aesthetics of the photobooth - Musée de l'Elysée
BEHIND THE CURTAIN – THE AESTHETICS OF THE PHOTOBOOTH
17.02.2012 - 20.05.2012
When the first photobooths were set up in Paris in 1928, the Surrealists used them heavily and compulsively. In a few minutes, and for a small price, the machine offered them, through a portrait, an experience similar to automatic writing. Since then, generations of artists have been fascinated by the concept of the photobooth. From Andy Warhol to Arnulf Rainer, Thomas Ruff, Cindy Sherman and Gillian Wearing, many used it to play with their identity, tell stories, or simply create worlds.
Behind the Curtain - the Aesthetics of the Photobooth, an exhibition created by the Musée de l’Elysée, is the first to focus on the aesthetics of the photobooth. It is divided into six major themes: the booth, the automated process, the strip, who am I ?, who are you ?, who are we ?. Provider of standardized legal portraits, it is the ideal tool for introspection and reflection on others, whether individually or in groups. By bringing together over 600 pieces made on different media (photographs, paintings, lithographs and videos) from sixty international artists, the exhibition reveals the influence of the photobooth within the artistic community, from its inception to the present day.
Artists
Curators
Clément Chéroux and Sam Stourdzé
With the collaboration of Anne Lacoste
The exhibition has been organised with the support of PKB Privatbank and La Loterie Romande.
Tuesday, January 17, 2012
Sunday, January 15, 2012
Tuesday, January 10, 2012
Sunday, December 25, 2011
Thursday, December 8, 2011
Tuesday, November 15, 2011
Monday, November 14, 2011
Thursday, November 10, 2011
Monday, November 7, 2011
Tuesday, November 1, 2011
Monday, October 24, 2011
Thursday, October 13, 2011
Subscribe to:
Posts (Atom)




























